Magi: "Ko immeritato", ma la squadra è inoffensiva!!!

Campo stregato, Gubbio spuntato. Ci aggiungi un mezzo errore di Volpe che, pur riconoscendo che è stato sorpreso da una traiettoria impensabile ha comunque beccato il gol sul suo palo, il prosperoso "lato B" del terzino Sereni che sbaglia il traversone e segna il gol-partita con una traiettoria tanto diabolica quanto casuale, un pizzico di sfortuna in altri frangenti, qualche decisione arbitrale opinabile e la frittata è fatta. La sconfitta a Forlì può anche sintetizzarsi in questo modo. Manca però un ingrediente fondamentale in questa analisi: la sterilità dell’attacco rossoblù. Nel calcio ciò che conta davvero è buttarla dentro. Ma per farlo devi tirare in porta. E il bollettino… “meteo”, su questo punto, è quasi da… “non pervenuto”. Sono stati scagliati contro Turrin, il portiere più battuto del girone con 42 gol sul groppone, soltanto un paio di conclusioni o poco più, e nemmeno tanto velenose.

Lo ammette anche il presidente Notari che alla domanda: presidente abbiamo tirato poco in porta, risponde: “Quasi niente”.

Al “Morgagni” è stata cucinata, più o meno, la stessa minestra digerita contro l’Albinoleffe. Solo che stavolta è andata giù ancor più di traverso. La squadra, dopo i primi 20-25 minuti, a tratti è sembrata un po’ stanca. D’altronde i giocatori a fine febbraio non possono essere freschi come a settembre. E se nel Gubbio manca il brio, lo sprint, la velocità, le giocate a pelo d’erba, i fraseggi veloci, gli uno-due al fulmicotone, e sei costretto a lanciare lungo, vista la media in quanto a caratura morfologica del team, è automatico che… cali il sipario.

“Non meritavamo la sconfitta - commenta Magi - gli episodi ci sono stati sfavorevoli. Nel primo tempo abbiano fatto meglio noi, nonostante il loro vantaggio. I meriti del Forlì sono venuti nella ripresa, quando è uscito nel modo giusto contenendoci bene, chiudendoci gli spazi e giocando con continuità in contropiede, pur senza essere mai veramente pericoloso”. Non entra nel merito del "giallo" sul rigore concesso e poi negato, ma dice: “Ritengo che non sia stato gestito nella maniera giusta. Credo però che se il Gubbio vuole restare in alto in classifica deve saper andare oltre gli episodi arbitrali”. Dice il vero quando sostiene che la squadra “ha messo impegno, ardore e voglia di superare le difficoltà”, ma per vincere non basta. Bisogna essere cattivi, determinati, cinici. Bisogna tirare in porta. Bisogna cercare di far male. Invece la squadra è stata a sprazzi una squadra bella a vedersi ma, come ha detto qualcuno, “inoffensiva”. 

Il tecnico ha anche spiegato che “gli avversari ci conoscono ormai bene e sanno come fronteggiarci, sanno come chiuderci, come arginare il nostro gioco”.

“Ora abbiamo due giorni di riposo - ha concluso - speriamo di recuperare energie nervose e di appiattire qualche polemica di troppo che c’è stata in settimana”.

Sereni firma il gol che condanna il Gubbio a Forlì (1-0)

FORLÌ (4-3-1-2) Turrin; Adobati, Conson, Cammaroto, Sereni; Alimi, Capellupo, Martina Rini (dal 15’ s.t. Piccoli); Capellini (dal 33’ s.t. Spinosa); Succi, Bardelloni (dal 39’ s.t. Ponsat). (Semprini, Baschirotto, Franchetti, Vesi, Ferretti, Carini, Parigi). All. Gadda.


GUBBIO (4-3-1-2) Volpe; Marini, Rinaldi, Piccinni, Zanchi (dal 41’ s.t. Lafuente); Valagussa, Romano, Giacomarro; Casiraghi; Ferretti, Candellone (dal 14’ s.t. Ferri Marini); (Zandrini, Petti, Burzigotti, Stefanelli, Marghi, Conti, Bergamini, Ferri Marini Lunetta). All. Magi.

 

ARBITRO Lorenzin di Castelfranco Veneto

MARCATORI Sereni (F) al 34’ p.t.

 

NOTE Spettatori 900 circa. Ammoniti Marini, Ferretti, Cappellini, Rinaldi, Cammaroto. Angoli 2-7.

 

Un rigore dato e poi negato, un altro non dato. Un paio di conclusioni abbastanza pericolose, un po’ di batti e ribatti, qualche traversone bene impostato ma… alla fine dei conti è venuta una sconfitta evitabilissima contro un Forlì tosto, ma di certo non trascendentale. Il dato che preoccupa è l’assoluta inconsistenza in attacco: contro la peggiore difesa del girone con 42 gol subiti, il Gubbio non è stato capace di fare un tiro in porta, eccezion fatta per una punizione di Ferretti nella prima frazione di gara e una conclusione di Marini nella ripresa. La sostituzione di Candellone con Ferri Marini non ha potenziato le bocche di fuoco, anzi. E il portiere Turrin ha timbrato il cartellino da assenteista. Era partita da 0-0, ma nel calcio conta solo una cosa: tirare in porta e far gol

DIFESA A QUATTRO

Si torna all'antico: Gubbio in campo con il 4-3-1-2. Personaggi e interpreti: Volpe tra i pali, linea di difesa con Marini, Rinaldi, Piccinni e Zanchi. A centrocampo Valagussa, Romano e Giacomarro. Casiraghi trequartista, Ferretti e Candellone di punta. 

Il gioco a tratti viaggia veloci, a tratti c’è insicurezza nelle giocate e qualche calciatore non sembra in grandissima giornata. In altre parole è un Gubbio che nel primo tempo va a corrente alternata.

Gadda "snatura" il Forlì e dal solito 3-5-2 si mette a specchio con Alimi a centrocampo che fa la differenza e Cappellini, sulla trequarti che gioca bene e trova sempre il tempo delle intuizioni efficaci. In avanti Bardelloni lotta, Succi si vede poco. Ma i due tengono in apprensione la retroguardia rossoblù perché aprono varchi per gli inserimenti dei centrocampisti. Poi raddoppio sistematico sulle corsie esterne per bloccare gli avversari.

LA CRONACA

Dopo 4 minuti Sereni su punizione provoca brividi. Centottanta secondo più tardi Alimi in area perde il tempo della battuta e viene anticipato. Al 9' Candellone recupera un errato rinvio della difesa e s'invola in area, viene toccato e finisce giù: tutto regolare. Tre minuti e Candellone in diagonale sfiora il palo. 

Minuto 13': Casiraghi viene atterrato in area: l'arbitro fischia rigore, la signora Cinzia Carovigno, assistente, alza la bandiera perché ha visto un fuorigioco. Qualcuno urla: "Ma va a fare il calzetto". 

Al 22' Gubbio pericoloso con una punizione di Ferretti. 

Al 33' passa il Forlì con il tiro della domenica, anche se si gioca di sabato, con Sereni che sorprende Volpe fuori posizione (nella foto in alto di Simone Grilli). La reazione del Gubbio c’è ma non si concretizza. Sì va al riposo ingurgitando travasi di bile: il risultato è ingiusto. Ma il dio del pallone, e qualche decisione arbitrale, hanno deciso così.

Si ricomincia con gli stessi 22. Ma il piglio rossoblù sembra diverso. Solo che la partita si è messa come meglio non poteva per i romagnoli: il Gubbio spinge per pareggiare e lascia qualche spazio di troppo, ma è un dazio inevitabile da pagare. E’ comunque Marini dopo cinque minuti a esplodere un bel tiro che Turrin devia coi pugni. Bella azione all’11’ con Casiraghi che sventaglia per Ferretti a destra, stop e tiro, il portiere c’è. Minuto 26’: Sereni spinge a terra Marini. Il rigore sembra netto. L’arbitro non vede. Brividi al 42’ con il neo entrato attaccante forlivese Ponsat che di testa sfiora appena da due metri dalla linea della porta difesa da Volpe.

CAMPO STREGATO, MA…

In 106 anni di storia il Gubbio ha giocato 14 volte sul campo del Forlì. Ha perso 12 volte e ha conquistato solo due pareggi. È proprio il caso di dire che il “Morgagni” è un campo stregato. C’è forse qualche assonanza con la fata… Morgana? La prossima volta bisognerà portare un esorcista.