Gubbio-Palermo, ci sarà un biglietto di...ritorno?

Il 28 febbraio chiuderà anche il mercato degli svincolata. Non sempre si possono concludere “buoni affari” con gli svincolati. Stavolta però il disse Pannacci potrebbe mettere a segno un colpo inatteso. Il centrocampista Simone Palermo (il secondo da destra), grande protagonista rossoblù nella stagione 2012-2013 con Andrea Sottil in panchina, una presenza in serie A con la Roma, 80 presenze in B con le maglie di Treviso ed Entella, 108 in C1 con Pistoiese, Pro Patria, Foggia, Piacenza, Cremonese e, appunto Gubbio (24 presenze e due gol), si è svincolato dall’Entella, è sul mercato e in questa intervista non nasconde la possibilità di tornare in rossoblù. 

Palermo torna nella Città dei Ceri? 

“Sono svincolato, perché no? L’idea mi alletta”.

C'è stato un contatto con la società del presidente Notari?

“Non so niente di preciso. Posso dire però che il mio procuratore, Marco De Marchi, sta lavorando per mettermi nelle condizioni di scegliere la mia nuova squadra dopo che ho rescisso in serie B con la mia ex squadra”.

Il 28 febbraio, mercoledì prossimo, chiude anche la possibilità di tesserare gli svincolati. 

“Certo, non c'è molto tempo. Ma se da entrambe le parte c'è la volontà di trovare un accordo, l'accordo si può trovare in cinque minuti”

Il presidente Notari è sempre stato molto chiaro: il Gubbio non compra tanto per comprare. Ogni acquisto deve avere una giustificazione in ottica futura. Se Palermo viene a Gubbio è perché deve rientrare in un progetto che prevede la costruzione della squadra in ottica futura. 

“Non avrei mai parlato di Gubbio, che ho nel cuore, solo per "svernare" questi due mesi che restano fino alla fine della stagione. Se dovessi tornare a giocare al “Pietro Barbetti” ci verrei con l'intenzione di dare tutto quello che ho per fare le fortune del club che, a suo tempo, quando tutti mi avevano girato le spalle e stavo per smettere di giocare, mi ha dato fiducia quando stavo per smettere. Da Gubbio ho ricominciato la mia carriera e al Gubbio devo tanta riconoscenza”.

Però stiamo parlando del nulla se non ci sono stati contatti. E, soprattutto, se non rientra nei piani rossoblù. 

“Il mio procuratore si metterà in contatto con il diesse Pannacci”. 

È vero che l'hanno cercata da Ravenna?

“Potrebbe starci”.

È vero che potrebbe anche trasferirsi a giocare in un campionato estero?

“Ci sono delle ipotesi. Ma devo andare convinto di fare la scelta giusta. Mi piace troppo l’idea di continuare a giocare qui da noi”. 

E allora?

“E allora ti ripeto: sono un professionista che ha un'ottantina di partite in serie B. Il mio lavoro è il calcio e ho massimo rispetto di tutti progetti seri che mi vengono proposti. Se poi mi chiedi se dovessi scegliere io, allora ti dico che difficilmente potrei trovare una piazza che amo di più rispetto a Gubbio e ai suoi meravigliosi tifosi che ancora ho nel cuore e che non dimenticherò mai”.

DATE E ORARI

Dopo il turno di riposo il Gubbio riprenderà il campionato a Fano, sabato 3 marzo (fischio d’inizio ore 18.30). Dal turno successivo, tornerà a giocare (tranne che in un’occasione) la domenica. In programma il match in casa contro la FeralpiSalò che, a meno di variazioni, dovrebbe giocarsi in notturna alle ore 20.30. La settimana successiva trasferta a Reggio Emilia (ore 16,30). Quindi un turno infrasettimanale, mercoledì 21 marzo alle 14,30 al “Barbetti” contro il Renate. Domenica 25 marzo, sempre in notturna trasferta-salvezza a Ravenna (20,30). Altro spareggio per evitare i play out, questa volta di sabato, il 31 marzo, in casa contro il Teramo (ore 14,30). Fermana-Gubbio (domenica 8 aprile ore 16.30), Gubbio-Triestina (15 aprile ore 16.30), Bassano-Gubbio  (22 aprile ore 16.30) il resto del programma prima della seconda sosta forzata, il 29 aprile (si sarebbe dovuto giocare Gubbio-Modena). Chiusura di stagione con la trasferta a Padova, domenica 6 maggio alle 17.30 con i padroni di casa probabilmente già promossi in serie B.

Il Gubbio è primo in classifica con gli "under"

 Anche il Gubbio è primo in classifica. Parliamo di quella del minutaggio dei giovani che garantisce alla società un importante contributo economico in base a quanti “under” vengono impiegati in partita. Il regolamento recita che “La quota da assegnare a ciascuna classe di età risponderà alla seguente ponderazione: 0,60 classe di età 1995; 0,80 classe di età 1996; 1,00 classe di età 1997; 1,20 classe di età 1998; 1,40 classe di età 1999 e seguenti. La quota verrà incrementata del 30% nel caso in cui il giovane calciatore provenga dal proprio settore giovanile, con un tesseramento non inferiore a tre stagioni sportive consecutive”. In base ai conteggi la squadra rossoblù è, come detto, quella che ha maggiormente utilizzato i giovani. In termini di minutaggio ha chiuso il girone di andata a 6.108 minuti. Al secondo posto il Ravenna con 5.681 e al terzo il Renate con 4.681 minuti. Seguono il Teramo a 4.809, e la Triestina con 4.234. Ultimo il Südtirol con 1594. 

Per quanto riguarda il girone di ritorno il Gubbio ha ancor più incrementato il vantaggio e ha superato gli ottomila minuti (8.015). Al secondo posto sempre il Ravenna distanziato ormai di quasi mille minuti (7.067) e al terzo il Renate che non arriva a seimila (5.992). Il Teramo è sempre al quarto posto con 5.726 e la Triestina è quinta con 5.206. Fanalino di coda sempre il Südtirol con poco più di duemila minuti (2.102).

LA SQUADRA PIÙ GIOVANE

Analizzando l’età media della rosa delle prime cinque squadre nella classifica del minutaggio, ci accorgiamo che, il Gubbio pur essendo al primo posto, non ha la rosa più giovane. L’età media è infatti di 25,1 anni. Quella del Ravenna è più bassa (24,4 anni), mentre addirittura inferiore è quella del Renate (24,1). Il Teramo ha un età media di 24,6, la Triestina è di un niente più vecchia di quella del Gubbio con 25,2. Che significa tutto ciò? La spiegazione è molto semplice: Pagliari, e prima di lui Cornacchini, pur non avendo la rosa più… verde, sono allenatori che fanno giocare i giovani. Questo, oltre ad essere estremamente importante per gli “under”, consente alla società - come dicevamo - di incassare diverse migliaia di euro ogni partita. Ma soprattutto è la conferma della politica del club del presidente Notari (nella foto il diesse Pannacci e il tecnico Pagliari, ndr) che crede nella valorizzazione dei giovani tra i quali spicca il talentuoso centrocampista Luca Ricci, classe 1999, frutto del vivaio e di fatto un titolare.

LA ROSA PIÙ VECCHIA

La squadra che ha l’età media più alta del girone è il Padova capolista con 26,4 anni. Al secondo posto il Feralpisalò con 26,3, terzo il Pordenone, che domenica scenderà al Barbetti, con 26,1 anni e che in classifica minutaggio è al settimo posto con 3990 minuti accumulati. Al quarto posto il Mestre con 26 anni netti, al quinto la Fermana con 25,6. Una curiosità: il Südtirol, che è ultimo come utilizzo degli under, ha una rosa con età media molto bassa, esattamente di 23,6 anni, molto più bassa di quella del Gubbio. Ma… a Bolzano i giovani… “nein”!